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Malformazioni cardiache del bambino: cosa sono e come prevenirle

Il termine cardiopatia congenita indica un’alterazione della struttura o della funzione cardiaca presente alla nascita, e che di regola manifesta precocemente i primi sintomi. In alcuni casi però viene scoperta più tardivamente, durante l’infanzia, l’adolescenza o addirittura nell’età adulta. Fortunatamente i difetti cardiaci più frequenti non sono i più severi, e possono essere sospettati durante una visita di routine, o in presenza di alcuni sintomi tipici, come i soffi cardiaci.

La causa delle malformazioni congenite è complessa, spesso multifattoriale. Il rischio di danno al cuore del feto – che è elevato specie nel primo trimestre di gravidanza – può essere legato all’esposizione materna ad agenti teratogeni quali farmaci, infezioni, alcool. La prevenzione prenatale, o addirittura pre-concezionale, si attua pertanto evitando, per quanto possibile, l’esposizione a questi fattori esterni.

La diagnosi delle cardiopatie congenite si fonda principalmente sull’esame clinico, radiografico ed ecocardiografico. In questi ultimi anni la sempre maggiore diffusione dell’ecocardiografia, una metodica diagnostica non invasiva basata sugli ultrasuoni, ha notevolmente aumentato le possibilità di diagnosticare precocemente i difetti congeniti del cuore (anche durante la vita intrauterina).

Sostanzialmente, tutte le cardiopatie congenite possono essere trattate con elevate probabilità di successo, con interventi di chirurgia convenzionale, emodinamica interventistica ovvero con terapia “ibrida”: trattamento che può essere eseguito, a seconda dei casi, anche nelle prime ore o nei primi giorni di vita.

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