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Varici esofagee: cosa sono e perché non dovresti sottovalutarle

Immaginiamo le vene come dei tubi con al loro interno delle valvole a coda di rondine. Queste valvole hanno la funzione di far scorrere il sangue solo in un senso e cioè dal basso verso l’alto. Quando le pareti delle vene perdono la loro originaria consistenza, si indeboliscono e le valvole non riescono più a contrastare la forza di gravità che spinge il sangue verso il basso. In questo modo si hanno dei reflussi e si instaura una situazione patologica: le vene varicose.

Le vene più colpite da questa patologia sono quelle che percorrono gli arti inferiori ma, a causa di malattie croniche del fegato e per via dell’aumento di pressione nelle vene, possono essere interessate anche quelle del tratto esofageo.

Le varici esofagee sono quindi determinate da un’escrescenza di natura vascolare nell’ultimo tratto dell’esofago, se non a livello del cardias: la valvola che regola il passaggio di cibo dall’esofago allo stomaco. I rischi di rottura delle varici sono più alti nei pazienti cirrotici, questa condizione può determinare grave emorragia intestinale seguita nella maggioranza dei casi dalla morte del paziente.  Per tale motivo è importante diagnosticare precocemente la presenza di varici esofagee e gastriche mediante l’endoscopia.

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